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Fondo Francesco Vattioni

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Archivio di fonti bibliografiche e documentarie sul Vicino Oriente antico ”Francesco Vattioni”

Origini e storia
Origine

L’Archivio è stato allestito sulla base della biblioteca personale di mons. Francesco Vattioni, affidata all’Università Cattolica da parte del Comune di Orzinuovi, suo paese natio, d’intesa con i suoi Familiari. Vi si riflette la complessità degli interessi di ricerca dello studioso, che dal mondo biblico progressivamente si volse alla semitistica, in particolare alle lingue e alle religioni del Vicino Oriente antico. Si tratta quindi di un fondo bibliografico e documentale molto specialistico, destinato primariamente a studiosi e ricercatori.

In linea con questi intendimenti, l’amministrazione civica di Orzinuovi, primo destinatario del lascito, ha voluto concederne l’uso alla sede bresciana dell’Università Cattolica, in vista di una più ampia fruizione da parte della comunità scientifica, e come monito a educare le giovani generazioni alla conoscenza della Bibbia nel suo ambito storico e naturale vicino-orientale.

Rassegna stampa

Nasce l’Archivio sul Vicino Oriente antico
È stato allestito nella sede di Brescia con la biblioteca personale di monsignor Francesco Vattioni, alla cui memoria è dedicato. La figura e l’opera scientifica dell’orientalista saranno ricordate giovedì 10 marzo a 20 anni dalla scomparsa
di Giancarlo Toloni
Cattolica News del 3 marzo 2016
S’inaugura l’archivio “Francesco Vattioni”
di Tonino Zana
Giornale di Brescia del 9 marzo 2016, pagina 24
Vattioni, il teologo che parlava aramaico
Fu studioso di patristica, di filologia biblica all’Istituto Orientale di Napoli e anche giornalista
In Cattolica un incontro pensato per celebrare la figura e lo spessore culturale del sacerdote nato ad Orzinuovi
di Luciano Costa
Bresciaoggi del 10 marzo 2016, pagina 47
Monsigno Vattioni, una vita per l’Oriente
A 20 anni dalla morte l’Università Cattolica di Brescia ricorda la figura dello studioso di origini orceane legato all’Ateneo “L’Orientale” di Napoli
di Massimo Venturelli
La voce del Popolo del 10 marzo 2016
In Cattolica i libri di don Vattioni, cultore di lingue antiche
La cerimonia
di Chiara Daffini
Il Giornale di Brescia dell’11 marzo 2016, pagina 17
La sede

Grazie a una convenzione interna, l’Archivio Vattioni è collocato temporaneamente presso l’Archivio Storico Diocesano, in via Gabriele Rosa, 30 (con accesso dall’ingresso esterno della Biblioteca “O. Marcolini”, dell’Università Cattolica).

L’acquisizione
Hatra (Iraq)

L’acquisizione è avvenuta nel febbraio 2015, quando l’amministrazione civica di Orzinuovi deliberò la concessione in comodato d’uso del fondo librario dell’illustre orientalista di origine orceana all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Brescia, in particolare alla Biblioteca di Studi storico-filologici sulla Bibbia “Felice Montagnini” che vi ha sede.

Hatra (Iraq) – Statua della dea Shahiro

La forma di regolamentazione adottata è quella del prestito gratuito permanente, in virtù del quale il Comune di Orzinuovi mantiene la proprietà dei volumi, mentre la loro custodia e valorizzazione sono affidate alla sede bresciana dell’Università Cattolica. Il fondo Vattioni è rimasto perciò unito, e catalogato secondo tempi e modalità concordate, cioè nel corso di un anno a cura della Cattolica e senza oneri per il Comune, ottenendo una collocazione tale da renderne più evidente il pregio e il valore scientifico. È doveroso quindi esprimere un cordiale ringraziamento all’amministrazione civica di Orzinuovi e ai Familiari di mons. Vattioni per la sensibilità e l’impegno nel condividere attivamente la realizzazione di un’iniziativa di alto profilo culturale.

Fondi
Il fondo

Il fondo concesso in uso consta di circa un migliaio di volumi storico-filologici sulla Bibbia e sulle culture ad essa contigue, nonché di vario materiale documentale, costituito perlopiù da note e appunti inerenti all’epigrafia e alle lingue semitiche.

L’Archivio affiancherà così la Biblioteca Montagnini, quale importante strumento per la ricerca di base sulla Bibbia ebraica all’interno del suo ambiente naturale, il Vicino Oriente. Del resto mons. Vattioni iniziò la sua ricerca proprio dalle Scritture dell’Israele antico, facendosi fautore di uno studio biblico opportunamente situato nel suo contesto storico, così da poter effettuare la necessaria comparazione tematica, oltre che filologico-linguistica, con le culture limitrofe.

Hatra (Iraq)

Né avrebbe potuto esser altrimenti: le scoperte archeologiche e i ritrovamenti di papiri e iscrizioni che si susseguirono negli ultimi due secoli avevano ribadito che la Bibbia ebraica – fino ad allora considerata un unicum – ha dei precedenti e/o dei paralleli nelle culture ad essa contigue. La necessità per lo studio biblico di un confronto aperto e senza preconcetti con queste testimonianze non poteva certamente sfuggire a un critico attento e libero come Vattioni, che vi si dedicò con impegno fin dalle prime ricerche, contribuendo su vari fronti a renderlo possibile.

Il contenuto

L’Archivio comprende lessici e dizionari, concordanze e grammatiche delle lingue orientali e classiche, commentari alla Bibbia ebraica, ai Deuterocanonici e al Nuovo Testamento, inclusa una ricca serie di saggi e monografie. Esso è però arricchito soprattutto dal prezioso materiale documentario di carattere linguistico ed epigrafico, pazientemente raccolto dallo studioso, e così da note e appunti che hanno scandito la sua ricerca.

Hatra (Iraq)

A ciò si devono aggiungere le tesi di laurea dirette dallo studioso, che naturalmente non potranno essere rese disponibili alla consultazione se non con l’esplicito consenso di chi le ha redatte. Si tratta di materiale che attesta la qualificata e multiforme attività di mons. Vattioni, le cui conoscenze si estendevano a vari settori scientifici, dall’ebraistica e semitistica alla filologia biblica, alla papirologia e alla letteratura cristiana antica, con una competenza che va dallo studio delle lingue e delle letterature fino alle iscrizioni e alle religioni vicino-orientali.

Le opere più importanti

Oltre ai saggi e alle importanti monografie di carattere storico, archeologico e filologico-linguistico su Ugarit e la Mesopotamia – Hatra in particolare –, sui Fenici e sull’Egitto, si devono segnalare gli Atti – talora purtroppo incompleti – dei vari Convegni dell’ Università di Sassari e di Cagliari , che riflettono un interesse specifico di mons. Vattioni, a partire da quelli su L’Africa Romana e sulla Linguistica dell’area mediterranea sul tema “Circolazioni culturali nel mediterraneo antico”.

L’opera più prestigiosa

L’opera più prestigiosa rimane senza dubbio la collana  Sangue e antropologia biblica, opera che lo rese celebre tra gli orientalisti, non solo in Italia. In effetti Vattioni cercò sempre il confronto sul piano metodologico anche con studiosi appartenenti ad altre aree scientifiche. Da ciò ebbero origine i ben noti convegni interdisciplinari su Sangue e antropologia (1980-1991), il cui tema, prevalentemente biblico, veniva considerato anche da altre angolazioni, coinvolgendo perciò sia biblisti sia professori universitari. Così dal mondo della Bibbia si spaziava a quello della patristica e della letteratura cristiana antica, alla liturgia, ai riti e al culto, alla teologia e al Medioevo, come attestano i sottotitoli dei singoli volumi che raccolgono gli Atti, a ribadire l’apertura alla ricerca storica, antropologica e letteraria perseguita dall’iniziativa di Vattioni.

Catalogazione bibliografica
La catalogazione e la collocazione

L’Archivio comprende documentazione e scritti di carattere orientalistico provenienti dalla biblioteca personale di mons. Vattioni. Le varie fonti sono catalogate all’interno del Sistema bibliotecaroio e documentale d’Ateneo (il Catalogo generale dell’Università Cattolica), ma nella segnatura dei singoli volumi è indicata espressamente la loro appartenenza all’Archivio  Vattioni, nel quale si trovano di fatto; non sono disponibili al prestito ma alla sola consultazione, su appuntamento. Questo per garantirne sempre l’immediata disponibilità.

I volumi del Fondo Vattioni sono collocati nella raccolta Archivio di fonti bibliografiche e documentarie sul Vicino Oriente antico ”Francesco Vattioni” e sono sono reperibili nel loro insieme in ordine di collocazione nel catalogo della Biblioteca dell’Università Cattolica digitando Fondo Vattioni dopo aver scelto cerca Collocazione (829 ricorrenze). La raccolta così estratta è poi consultabile oltre che in ordine di Collocazione, anche in ordine di Autore, o di Titolo, o di Anno crescente, o di Anno decrescente. Anche le Sezioni tematiche di seguito illustrate possono essere impiegate come filtro per la ricerca nel catalogo.

Le sezioni tematiche
Hatra (Iraq) – Statua di Sanatruq II
(200-240 d.C.) dalla Porta urbica nord

Si è scelto di suddividere questo ricco fondo librario e documentario all’incirca in una ventina di sezioni tematiche, sulla base della natura dei volumi. Le sezioni riprendono la denominazione dei vari settori scientifico-disciplinari dell’orientalistica, con alcune importanti integrazioni.

In ordine alfabetico si succedono quindi: storia, arte e archeologia del Vicino Oriente antico, assiriologia, anatolistica, ebraistica e semitistica, studi neotestamentari, islamologia e arabistica, religioni del mondo classico e vicino-orientale, letterature e civiltà classiche, e antichità africane. A sé stanno le sezioni degli strumenti, cioè enciclopedie e dizionari, periodici, opuscoli ed estratti. Similmente sono state riunite a parte le varie collezioni che Vattioni possedeva, per facilitarne la reperibilità.

Le sezioni speciali

Particolare interesse rivestono tre sezioni speciali. Una, suddetta, riguarda le numerose tesi di laurea seguite da Vattioni. Un’altra contiene i suoi stessi scritti, cioè monografie e contributi vari, da lui conservati e ora qui disponibili. Un’ultima sezione raccoglie note e appunti personali, con materiale relativo a studi pubblicati, ma anche lavori semplicemente abbozzati. Di speciale interesse sono anche le numerose annotazioni dello studioso circa qualche testo studiato. In un secondo tempo, semmai, le si potrà catalogare con un protocollo descrittivo specifico, che ne descriva brevemente il contenuto.

Monsignor Francesco Vattioni
Scheda biografica
1922 Nato a Orzinuovi (Brescia) il 3 febbraio del 1922.
1945 Ordinato sacerdote a Botticino Sera (Brescia) il 17 marzo 1945
1946-1993 Residente con continuità a Roma presso il Convitto San Carlo al Corso, via del Corso 437, Roma
1946 Studioso e insegnante di Religione a Roma dal 1946
1946 Canonico della Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma dal 1946
1948 Licenziato in Teologia presso il Pontificio Collegio “Angelicum” nel 1948
1952 Licenziato in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico nel 1952
1967 Libero docente in Filologia biblica presso l’Università di Roma “La Sapienza” nel 1967
1967 Consultore della Pontificia Commissione per la Neo-Vulgata nel 1967
1968-1973 Affidatario di Ebraico biblico presso l’Università di Roma “La Sapienza” dal 1968 al 1973
1975 Affidatario della cattedra di Semitistica presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli dal 1975
1977-1992 Professore Incaricato (1977-1980), Straordinario (1980-1983) e Ordinario (1983-1992) di Lingua e Letteratura ebraica biblica e medievale presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli
1995 Morto a Gussago (Brescia) il 13 dicembre 1995; sepolto a Orzinuovi (Brescia) il 16 dicembre 1995
Profilo accademico. Testo di Luigi Cagni

Molti anni fa don Francesco (non era ancora “monsignore”, ma questo titolo non fu mai in uso tra noi, suoi colleghi ed amici), nel contesto del suo grande impegno negli studi, dichiarava di voler morire sui libri. Si riferiva a quelli biblici e a quelli affini, facenti loro corona. Mantenne fede al suo impegno e fu profeta della sua fine. Venne da Brescia a Roma per gli studi universitari teologici, biblici e vicino-orientali, che compi negli anni 1946-1952 all’Angelicum e all’Istituto Biblico. A Roma ottenne di porre la sua stabile dimora per i restanti 50 anni delta sua vita.

Hatra (Iraq)

Dal punto di vista dei titoli accademici non volle andare oltre la Licenza e ciò gli sbarrò l’accesso all’insegnamento negli atenei pontifici; si dedicò cosi all’insegnamento della religione nelle scuole statali, riservando ogni pomeriggio alla ricerca scientifica in importanti biblioteche romane: Istituto Biblico, École française, Apostolica Vaticana, Deutsche Historische Institut, ecc. Qui apparve sempre come un’ “istituzione” per la sua autorità scientifica. Lo fu anche dal punto di vista dell’immagine esterna: sempre in veste talare ed eternamente imbacuccato (cappotto, sciarpa, baschetto).

F. Vattioni fu uno studioso fecondissimo, di grande spicco e di fama internazionale. I suoi titoli scientifici sono circa 200 e spaziano in tutti i campi delta semitistica. Molto apprezzati ed attesi furono i suoi Saggi di bibliografia semitica, che pubblicò annualmente negli Annali dell’Istituto Orientale di Napoli a partire dal 1983. Fece viaggi di studio in Libia, Tunisia e Iran.

In campo biblico dedicò il suo impegno e la sua competenza alla preparazione dei 3 volumi di  Sacra Bibbia della Marietti, di cui fu anche condirettore (1960); alla revisione delta traduzione italiana delta Bibbia (1969-1971); alla preparazione della Neo-Volgata  (dal 1968); alla direzione dell’edizione italiana delta Bibbia di Gerusalemme (1974); all’edizione critica dei canti biblici del Salterio di Pontida (Vaticano latino 82) (1977). Nel 1967 ottenne la Libera docenza in “Filologia biblica” e la esercitò per cinque anni presso l’Università statale di Roma.

Hatra (Iraq)

So di avergli procurato una grande soddisfazione quando nel 1977 riuscii a farlo chiamare come docente di “Lingua e letteratura ebraica biblica e medievale” presso l’Istituto Orientale di Napoli , dove divenne presto professore ordinario. Ciò rappresentò il ben meritato coronamento delta sua intensa ricerca scientifica. Don Francesco fu uno spirito vivace e generoso, caratteristico per i suoi giudizi acuti e per il suo linguaggio incisivo, talvolta anche tagliente, con tutte le conseguenze del caso… Per questo fu amato da tutti coloro che ben lo conobbero, al di là della scorza. Solo alla fine si rinchiuse motto in se stesso, a causa del decadimento fisico, e si aperse solo con pochissimi. Ho conversato un’intera mattinata con lui, di molte cose, pochi giorni prima del suo ricovero in rianimazione.

Lo ricordo con stima e nostalgia. Ora che è nella luce eterna, gli vorrei amichevolmente domandare se condivide ancora il suo deciso e reciso giudizio sui manoscritti di Qumran. Erano totalmente assenti dalla sua biblioteca personale e dai suoi manoscritti, che ho attentamente compulsato dopo il suo ritorno alla casa del Padre. *


* Mons. Francesco Vattioni / Luigi Cagni // In: Biblica et semitica : studi in memoria di Francesco Vattioni / a cura di Luigi Cagni. – Napoli : Istituto universitario orientale, 1999 [i.e. 2000]. – pagine ix-x. – (Series minor. Istituto universitario orientale. Dipartimento di studi asiatici ; 59)

Profilo biografico. Testo di Felice Montagnini

Mons. Francesco Vattioni, agli occhi degli amici ed estimatori, rappresenta una tipica figura di studioso ricercatore. Appassionato alla scienza biblica fin dagli anni del Seminario, poco dopo l’ordinazione sacerdotale, ricevuta a Botticino Sera il 17.3.1945, nella immediata e sofferta vigilia della fine della guerra, fu per alcuni mesi vicario parroc­chiale a Gambara; ma non tardò a chiedere al Vescovo, Mons. Tredici, che gli consentisse di seguire la sua vocazione. Si stabilì quindi a Roma, dove perfezionò i suoi studi presso il Pontificio Istituto Biblico.

Francesco Vattioni

La residenza scelta, il Convitto di San Carlo al Corso, gli consentiva di fre­quentare con ammirata costanza la biblioteca dell’Istituto, dove (privilegio riservato a pochi studiosi) ebbe ben pre­sto un posto riservato; ma gli rese possi­bile anche coltivare amicizie all’interno di alcuni dicasteri di Curia. Delle notizie che gliene venivano si serviva come di sale per dar sapore al suo tenace attacca­mento agli amici di Brescia, con i quali si incontrava sia nella residenza romana, sia nelle visite periodiche alla sua terra.

Il carattere sapidamente burbero di Don Francesco suggerì a qualcuno l’idea di paragonarlo a San Girolamo. Accostamento audace solo all’apparen­za, perché con il Santo, oltre all’amore viscerale per lo studio diuturno delle pagine bibliche, aveva in comune il trat­to, che a prima vista poteva apparire scostante, ma non faceva affatto velo all’amicizia e al piacere di prestarsi a soddisfare qualsiasi richiesta, soprattut­to se gli costava sacrificio.

Questa caratteristica impreziosisce la sua memoria presso gli amici. Ma va doverosamente completata con un accenno specifico alla sua opera di stu­dioso, titolo che gli si addiceva già da giovane. Quando ancora si conquistava duramente la possibilità di mantenersi a Roma, i suoi primi scritti già lo facevano conoscere nel mondo accademico, spe­cialmente con una serie di articoli per riviste, che nel 1966 furono raccolti nelvolume Beatitudini, povertà, ricchezza.

Hatra (Iraq)

La competenza nelle lingue semiti­che, specialmente del gruppo occidentale, che spicca in quelle pagine, viene messa pienamente a frutto nel 1968 quando, presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, pubblica l’Ecclesiastico. Testo ebraico con apparato critico e versioni greca, latina e siriaca.

Qualche anno più tardi, nel 1975, questo lavoro costituì il titolo di merito principale per la sua assunzione a docente nello stesso Istituto, presso il quale fu attivo fino al 1994.

Ma, accanto alla valentia del filologo e del critico, di Mons. Vattioni va ricordato anche il servizio strettamente religioso reso alla comunità cristiana. Egli infatti fece parte del gruppo di traduttori che diedero alla Chiesa italiana la Bibbia della C.E.I. Inoltre fu promotore e animatore di una iniziativa che, durante una serie di anni, radunò periodicamente studiosi di varia provenienza, impegnandoli nell’approfondimento di un tema di notevole rilievo culturale e teologico: Sangue e antropologia. II frutto di quelle lezioni e comunicazioni, pubblicato per conto del Centro Studi “Sanguis Christi”, imponente, poiché abbraccia ben 19 volumi, pubblicati nel decennio 1981-1991.

La stima, mai venuta meno, di Don Francesco per la sua terra si esprimeva anche nelle ricorrenti crisi di salute, che non ebbe mai particolarmente florida, allorquando si rifugiava fra di noi per le cure necessarie. Colto dall’ultimo attacco, volle esser portato una volta ancora a Gussago, all’lstituto Richiedei, dove già per l’addietro era stato rimesso in sesto. Giunto in coma nel nosocomio, non si riprese più. Riuscì solo a confidare il dispiacere di lasciare incompiuta l’impresa, a cui attendeva da tempo, di una edizione critica dei Settanta, la versione greca dell’Antico Testamento. *

* Francesco Vattioni / Felice Montagnini // In: Rivista della Diocesi di Brescia, anno 85 (1995), pagine 575-576

L’opera
L’opera di Francesco Vattioni

Il profilo che meglio caratterizza l’attività multiforme di F. Vattioni è quello filologico-linguistico. Questa passione ha animato la sua indagine critica, iniziata come esegeta, commentatore e traduttore. In particolare, come biblista egli si preoccupò sempre di ricostruire anzitutto l’intero processo di trasmissione dei testi da studiare, privilegiando quelli più problematici (per esempio l’Ecclesiastico), sui quali, al suo tempo, i ritrovamenti di nuove attestazioni iniziavano a portare nuova luce, e ne affrontò lo studio attentamente, con la dedizione del filologo attento a non tralasciare alcuna testimonianza, ma anche con il distacco necessario per evitare facili entusiasmi. Si è trattato, perciò, in più casi di un contributo importante, finalizzato a entrare autorevolmente nel dibattito critico o a fornire spunti ad altri studi. La sua notorietà internazionale è dovuta però principalmente all’attività di studioso di epigrafia giudaica e semitica, cioè aramaica antica e siriaca, nabatea e palmirena, e alla sua passione per l’Africa Romana, in virtù della quale egli si dedicò con particolare interesse alle iscrizioni fenicio-puniche.

Il volumetto celebrativo. L’opera di Francesco Vattioni è rievocata in un volumetto in memoriam curato da amici del Dipartimento di Scienze storiche e filologiche della sede bresciana dell’Università Cattolica, grazie al contributo di colleghi dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Ai vari interventi si affianca la riedizione di un celebre saggio dello stesso Vattioni su Hatra, una sua nota biografica e la bibliografia completa dei suoi scritti. Il volumetto è attualmente accessibile anche da questa pagina web per gentile concessione dell’Editrice Paideia.

Il semitista. Testo di Giovanni Garbini

“Monsignor” Vattioni (con questo titolo lo chiamavano i suoi allievi più affezionati) occupa nel quadro della recente semitistica italiana una posizione doppiamente rappresentativa. Su un piano socio-culturale egli rientra nel piccolo gruppo di religiosi cattolici che nella seconda metà di questo secolo hanno operato nell’università italiana: con Giorgio Raffaele Castellino, Giovanni Rinaldi e Luigi Cagni, Francesco Vattioni ha rappresentato una cultura orientalistica cattolica che ha saputo liberarsi di preoccupazioni confessionali pur senza rinunciare alle proprie convinzioni, lavorando con gli stessi strumenti critici usati da chi non e legato direttamente all’ambiente ecclesiastico. Dal punto di vista degli interessi scientifici, anche con la sua formazione prevalentemente biblica, Vattioni si è trovato quasi naturalmente inserito in quel tipo di studi semitistici che ha avuto in Sabatino Moscati (coetaneo di Vattioni e come lui alunno del Pontificio Istituto Biblico) il suo iniziatore e promotore (ricordo che in anni assai lontani Moscati mi disse di considerare Vattioni lo studioso non laico più vicino al nostro tipo di ricerche). II suo grande interesse per il materiale epigrafico e le innumerevoli indagini sulla civiltà fenicio-punica costituiscono una prova di questa sostanziale affinità, mentre acquista un valore emblematico il fatto che appena entrato nell’università Vattioni abbia incominciato a redigere annualmente quei Saggi di bibliografia semitica che proseguivano idealmente Ia Bibliographie semitique iniziata dallo stesso Moscati nel 1947 e poi portata avanti fino al 1960 dall’autore di queste righe.

Hatra (Iraq) – Grandi Iwan e Iwan Gemelli

F. Vattioni era nato il 3 febbraio 1922 a Orzinuovi (Brescia): ordinato sacerdote nel 1945, dopo gli studi teologici consegui la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico nel 1952. Perle sue non comuni capacita di filologo biblico Vattioni fu chiamato a ricoprire incarichi di responsabilità e di prestigio: è stato condirettore per l”Antico Testamento de La Sacra Bibbia diretta da Salvatore Garofalo per l’editore Marietti (1961). dal 1969 al 1971 uno dei revisori della traduzione ufficiale della Bibbia per incarico della Conferenza Episcopale Italiana (la quale peraltro preferì adottare, come testo base da elaborare, la Bibbia curata da E. Galbiati per la U.T.E.T.), direttore dell’edizione italiana della Bibbia di Gerusalemme per le Edizioni Dehoniane (1974). Dal 1958 al 1960 diresse la giovane Rivista Biblica (alla quale mi invitò a collaborare). In quegli stessi anni Vattioni incominciò ad estendere le sue ricerche a temi filologici e storico-religiosi relativi al Vicino Oriente antico, accostandosi cosi all’ambiente accademico italiano; nel 1967 ottenne la Iibera docenza in Filologia biblica, in seguito alla quale tenne dei corsi liberi nell’Università di Roma. Nel 1977 ebbe l’incarico di insegnamento per la Lingua e letteratura ebraica presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, disciplina di cui divenne titolare, dopo aver vinto il concorso. Dal 1 novembre 1980: lasciò l’insegnamento, per raggiunti limiti di età, il 31 ottobre 1992. Negli anni del periodo fuori ruolo Ia sua attività di ricerca prosegui instancabile, finché una crisi di asma, male di cui soffriva da tempo, lo costrinse a lasciare Roma per l’ospedale di Gussago (Brescia), dove si è spento il 13 dicembre 1995.

F. Vattioni ha esordito negli studi come filologo biblico; non è ovviamente possibile valutare il suo contributo di biblista nell’ambito delle varie sedi, ricordate, che lo hanno avuto come direttore o consulente di edizioni della Bibbia; ma più che la traduzione e il commento ai libri di Samuele e Daniele nella Bibbia di Salvatore Garofalo, inevitabilmente condizionati dalle esigenze editoriali, e il suo primo articolo – Nota a Zach. 12.11 –, apparso nel 1955, che già mostra compiutamente un metodo che tiene conto di tutta Ia tradizione testuale e che colloca la documentazione biblica nella sua giusta ambientazione storica. La fervida attività di ricerca dei testi e Ia perizia filologica di Vattioni si rivelano nella ricca serie di note puntuali sui testo biblico, sia ebraico sia greco o Iatino: tra i molti libri studiati, Genesi, Proverbi, Giobbe e Tobia hanno più di frequente attirato l’attenzione dello studioso, particolarmente attento al materiale di nuova acquisizione (Esodo nel 1960, frammenti latini vari 1975, Cantico Iatino e greco 1978, Tobia latino 1978, Giobbe latino 1988, Giobbe 1994). Oltre alla recente monografia su Giobbe, l’opera più importante in questo settore è certamente l’edizione critica del testo ebraico de l’Ecclesiastico, accompagnato dai testi greco, latino e siriaco (1968).

Mi sia consentito ricordare l’udienza particolare concessa a Vattioni e allo scrivente da S.S. Paolo VI al quale fu offerta in omaggio Ia prima copia del libro, edito dall’Istituto Universitario Orientale di Napoli.

Hatra (Iraq)

L’inizio dell’insegnamento universitario provocò naturalmente una svolta anche negli interessi scientifici di Vattioni. Giunto all’Istituto Orientale esattamente nel momento in cui il titolare di Semitistica veniva trasferito in altra sede, Vattioni si trovò di fatto (e poco dopo anche istituzionalmente), a supplire un insegnamento a lui congeniale. Dal 1978 i lavori scientifici dello studioso saranno ormai prevalentemente semitistici, a partire dal primo Saggio di bibliografia semitica pubblicato appunto in quell’anno: a esso ne seguirono altri 16 (l’ultimo relativo al 1994-1995). II settore in cui più intensamente si è esplicata l’attività di Vattioni, infaticabile ricercatore di bibliografia, quello delle iscrizioni semitiche nordoccidentali: a partire dal 1965 studi generali e note specifiche si sono susseguiti ininterrottamente per un trentennio: Ia competenza di Vattioni spaziava dall’epigrafia ebraica a quella fenicio-punica, dall’aramaica antica alla siriaca, passando attraverso il materiale nabateo e palmireno: nel 1981 pubblico il corpus delle iscrizioni aramaiche di Hatra, aggiornato nel 1994 con una seconda monografia nella quale venivano trattati anche argomenti più generali attinenti alla storia e alla cultura della città. A Vattioni il mondo scientifico deve inoltre diversi utilissimi strumenti di lavoro: oltre all’insostituibile Bibliografia semitica, La bibliografia sistematica delle iscrizioni aramaiche (1969) con la raccolta delle iscrizioni aramaiche di Mesopotamia (1970) e quelle sui sigilli e le monete (1971): è tuttavia il corpus dei sigilli ebraici, più volte aggiornato (1969, 1971, 1978), e quello dei sigilli fenici (1981) che costituiscono tuttora un punto di  riferimento. Non meno meritori sono i lavori che, nell’ambito delle ricerche sul mondo punico, sono stati dedicati all’onomastica e che culminano nel repertorio onomastico desunto dallo spoglio sistematico delle iscrizioni greche e latine del Nordafrica (1979).

Fin dai suoi primi lavori come biblista Vattioni ha sempre esaminato l’Antico Testamento collocandolo sullo sfondo delle culture del Vicino Oriente antico; dato anche il clima culturale in cui si sono sviluppati gli studi biblici in questa secolo (basti pensare alla “archeologia biblica”), il passaggio di uno studioso da filologo biblico a specialista delle culture semitiche antiche appare naturale, anche se non ovvio; ed è altrettanto naturale che il tramite sia stato l’interesse storico-religioso. Ed ecco gli studi sul dio Reshef (l965), su Baalshamem (1972 e 1973), sul sacrificio presso i Nabatei (1984), sul sangue come maledizione nelle iscrizioni greche e aramaiche e nelle fonti greche relative all’Asia Minore (1989). L’incontro di Vattioni con don Beniamino Conti, direttore del Centro Studi Sanguis Christi, fornì al professore che stava per salire sulla cattedra napoletana l’occasione per realizzare una iniziativa che rispondeva alle aspirazioni della studioso e che ha reso  largamente noto Vattioni nel mondo universitario italiano: le “Settimane” di studio sul sangue, progettate con una finalità teologica ma realizzate come una immensa ricerca storica e antropologica nella quale sono stati coinvolti teologi e professori universitari. Otto sono state le“Settimane”, dal 1980 al 1991, le prime con cadenza annuale, le ultime tre con cadenza biennale: “Sangue e antropologia” è il loro tema comune, incentrato inizialmente sulla Bibbia e progressivamente esteso alla patristica, alla liturgia, alla teologia. In questi convegni, i cui atti sono stati raccolti dal loro promotore in 21 grossi volumi dalla copertina purpurea, si sono trovati riuniti studiosi dalle molteplici specializzazioni e con le più diverse tendenze religiose e a-religiose, perché nessun collega si è voluto sottrarre all’amichevole invito dell’entusiasta prof. Vattioni. L’incontro sul terreno scientifico, degli studi teologici con quelli storici, antropologici e letterari coltivati nelle università laiche ha costituito un’esperienza, promossa da una singola persona, che si affiancava a quella che veniva realizzata, negli stessi decenni, dall’Associazione Biblica Italiana nel settore biblico: un’apertura del mondo cattolico verso la ricerca  storica: un’apertura a cui Ia morte di Vattioni e le ultime tendenze dell’ambiente biblistico ecclesiastico sembrano voler porre temine.

Questo rapido disegno della figura scientifica di Francesco Vattioni non sarebbe completo se non si facesse almeno un accenno ai suoi interessi per il Nuovo Testamento e Ia patristica: questo specialmente in funzione di fonte di notizie. II volume Beatitudini, Povertà, Ricchezza, che nel 1966 raccolse, arricchendoli, diversi saggi pubblicati tra il 1961 e il 1963 sulla rivista Studi Sociali, ci rivela un Vattioni diverso, biblista (anche per il Nuovo Testamento) informatissimo e come sempre filologicamente puntiglioso: ma fortunatamente nello stesso 1963 cessò la collaborazione con gli Studi Sociali e iniziò quella con gli Annali dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. *


* Mons. Francesco Vattioni / Luigi Cagni // In: Biblica et semitica : studi in memoria di Francesco Vattioni / a cura di Luigi Cagni. – Napoli : Istituto universitario orientale, 1999 [i.e. 2000]. – pagine xi-xiv. – (Series minor. Istituto universitario orientale. Dipartimento di studi asiatici ; 59)

Il filologo biblico. Testo di Giovanni Garbini

Francesco Vattioni nasce il 3 febbraio del 1922 a Orziznuovi (Brescia) e muore il 13 dicembre del 1995 a Gussago (Brescia). Ebbe la prima formazione culturale e teologica nel Seminario diocesano di Brescia; fu ordinato sacerdote il 17 marzo 1945. Dal 1946 visse a Roma; nel 1940 ottenne la licenza in Teologia dogmatica nel Pontificio Ateneo Angelicum, nel 1952 quella in Scienze bibliche nel Pontificio Istituto Biblico. Affiancando agli studi biblici quelli orientalistici, iniziati nella Facoltà Orientale di quest’ultimo, nel 1967 conseguì la libera docenza in Filologia biblica nell’Università italiana, dove percorse tutta la sua carriera accademica: tenne corsi di ebraico biblico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma per cinque anni, a partire dal 1968; dal 1977 al 1980 fu professore incaricato di Lingua e Letteratura ebraica biblica e medievale presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli ; vinto il concorso, divenne professore straordinario nel 1980 e ordinario nel 1983; fu collocato fuori ruolo nel novembre 1992.

Francesco Vattioni

Le particolari doti intellettuali del giovane sacerdote lo destinavano a una brillante carriera nelle istituzioni ecclesiastiche nel settore degli studi biblici; a tale scopo nel 1946 fu inviato a Roma a frequentare, fino al 1952, i corsi del Pontificio istituto Biblico, dove insegnava, tra gli altri, Alberto Vaccari. Pochi anni dopo il conseguimento della licenza Vattioni occupava già posizioni di prestigio: dal 1958 al 1960 fu condirettore per l’Antico Testamento de La Sacra Bibbia diretta da Salvatore Garofalo per l’Editrice Marietti e direttore di Rivista Biblica; dal 1968 collaborò alla revisione della Vulgata per la Pontificia Commissione della Neo-Vulgata; dal 1969 al 1971 fu nominato dalla Conferenza Episcopale Italiana tra i revisori della traduzione ufficiale della Bibbia; diresse il gruppo di biblisti che ha curato l’edizione italiana della Bibbia di Gerusalemme, promossa dalle Edizioni Dehoniane, adattando le note dell’edizione francese al testo italiano della CEI (1974).

Hatra (Iraq) – Temenos, complesso dei Grandi Iwan. Arco di entrata di uno degli Iwan minori

A fronte di tanta attività svolta in sedi di grande responsabilità, non trova riscontro un’adeguata posizione ufficiale dello studioso nelle istituzioni ecclesiastiche: nell’elenco dei collaboratori della Bibbia ufficiale della CEI Vattioni figura come «libero docente di Filologia biblica all’Università di Roma». In effetti, fin dal 1965 Vattioni affianca agli studi sulla Bibbia un filone di ricerche sulle antiche culture semitiche, cominciando da alcuni aspetti religiosi e concentrandosi poi sulle iscrizioni ebraiche, fenicie e aramaiche; in tale settore si affermò ben presto, diventando un’autorità nel campo del punico e dell’aramaico di Hatra. Tale attività di Vattioni divenne preponderante a partire dal 1977, quando entrò come professore nell’Istituto Orientale di Napoli, dove non era previsto l’insegnamento della Bibbia come disciplina autonoma. Occorre tuttavia rilevare che il nuovo indirizzo di studi fu probabilmente la conseguenza dell’impossibilità per Vattioni di proseguire il percorso al quale era stato destinato e che gli fu precluso da una serie di circostanze: la puntigliosità del suo carattere e il desiderio di lavorare in assoluta autonomia ebbero forse una parte nel mancato conseguimento del dottorato in Scienze bibliche. Gli studi biblici non furono però mai abbandonati da Vattioni nemmeno durante gli anni dell’insegnamento universitario.

La produzione di Francesco Vattioni nel campo degli studi biblici non corrisponde all’ampiezza sterminata delle sue conoscenze. Curò la traduzione dei Libri di Samuele e di Daniele nella traduzione della Bibbia curata e diretta di Salvatore Garofalo;nella Bibbia di Gerusalemme si occupò personalmente di Genesi, Esodo, Levitico, Isaia, Salmi, Daniele, Galati, Efesini e Filemone; nel 1968 pubblicò la sua più importante monografia: Ecclesiastico, testo ebraico con apparato critico e versioni greca, latina e siriaca (editore Istituto Orientale di Napoli). L’ultimo saggio, Per il testo di Giobbe, apparso postumo nel 1996 come Supplemento n. 89 degli Annali dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli, per il quale era previsto un eventuale seguito, è costituito dalla raccolta di innumerevoli varianti testuali greche, latine e talune siriache relative al libro in questione. Oltre a questi lavori vanno ricordati una cinquantina di articoli, in cui sono affrontati problemi testuali relativi a Genesi, Numeri, Cantico e specialmente Proverbi e Tobia, non senza qualche incursione in testi neotestamentari.

L’aspetto che caratterizza Vattioni come biblista è l’importanza data all’indagine filologica del testo biblico: in questo è evidente l’impronta lasciata da Vaccari sul suo allievo. A cominciare dal suo primo lavoro, la Nota a Zach. 12,11 apparsa nel 1955 su Rivista Biblica, fino alla sua ultima fatica sul testo di Giobbe, la puntuale analisi filologica dei passi studiati non limitata, come spesso avviene, al solo testo masoretico ma estesa a tutta la tradizione manoscritta esistente e in particolare a quella greca e latina, costituisce il tratto dominante del lavoro scientifico di Vattioni. Questo tipo di indagine, che lo lega alla migliore tradizione filologica biblica italiana illustrata da un maestro insigne come Giovanni Mercati e trasmessa a Vattioni dall’insegnamento di Vaccari, nella seconda metà del Novecento lo ha messo in una posizione isolata a causa del nuovo indirizzo dato al Pontificio Istituto Biblico dall’arrivo di docenti americani o che comunque condividevano le impostazioni metodologiche a base formalista diffuse negli Stati Uniti. La concretezza del dato testuale si accompagnava, in uno studioso come Vattioni, che era biblista e semitista a un tempo, all’esigenza di collocare la Bibbia e il suo mondo nel quadro storico delle antiche civiltà vicino-orientali: nascono cosi numerosi studi che mettono a confronto i dati biblici con quelli di altre culture. Tale esigenza era particolarmente sentita negli anni settanta da buona parte dei biblisti italiani, tanto che l’Associazione Biblica Italiana, a partire dal 1977, promosse una serie di convegni di studi veterotestamentari aperti anche ai professori delle Università italiane. Con un’iniziativa personale Vattioni fece qualcosa di analogo organizzando, con la collaborazione di Beniamino Conti, le sue “Settimane” dedicate ai vari risvolti del tema Sangue e antropologia. Dal 1980 al 1991 furono realizzati otto convegni presso il Centro Studi “Sanguis Christi”, dei Missionari del Preziosissimo Sangue a Roma, dove la Bibbia, oggetto specifico dei primi due, è largamente presente anche negli altri.

Pubblicazioni

I campi di ricerca e di studio di Francesco Vattioni sono la filologia ebraica biblica, l’epigrafia semitica e giudaica. Nel corso della sua attività scientifica ha pubblicato vari articoli e numerose recensioni su Biblica, Rivista biblica, Henoch, Revue de Qumran. Ha partecipato con relazioni e contributi a convegni, collane scientifiche e miscellanee. Ha promosso una serie di convegni e ne ha curato gli atti (editi in prevalenza dalla Pia Unione Preziosissimo Sangue dal 1981 al 1993) sul tema Sangue e antropologia nella Bibbia, nella teologia, nella liturgia. Ha curato la traduzione di alcuni libri dell’Antico Testamento per La Sacra Bibbia diretta da Salvatore Garofalo (Opac UniCatt) ed edita da Marietti.

Tra le pubblicazioni monografiche, edizioni di testi e studi ne segnaliamo tre in ordine cronologico:

  • Ecclesiastico : testo ebraico con apparato critico e versioni greca, latina e siriaca / a cura di Francesco Vattioni. – Napoli : Istituto orientale di Napoli, 1968. – LIV, 283 pagine ; 25 cm. – (Pubblicazioni del Seminario di semitistica / Istituto orientale di Napoli. Testi ; 1) Opac Unicatt
  • Hatra / Francesco Vattioni. – Napoli : Istituto universitario orientale, 1994. – 126 pagine ; 25 cm. – (Annali / Istituto universitario orientale. Supplementi ; 81) Opac UniCatt
  • Per il testo di Giobbe / Francesco Vattioni. – Napoli : Istituto universitario orientale, 1996. – 155 pagine ; 25 cm. – (Annali / Istituto universitario orientale. Supplementi ; 89) Opac UniCatt * 

* Francesco Vattioni / Giovanni Garbini // In: Al primo posto le scritture : biblisti italiani del Novecento / a cura di Rinaldo Fabris, Giuseppe Ghiberti, Ermenegildo Manicardi. – Caltanissetta ; Roma : S. Sciascia, 2014. – pagine 318-321- (Studi del Centro “A. Cammarata” ; 81). – ISBN 9788882414474 Opac UniCatt

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